L’offensiva Fu-Go (1944)

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4 dicembre 2012 di BkS

La guerra fu fucina delle più varie idee. E cosa di più efficiente dell’uso di mezzi ‘più leggeri dell’aria’ per fare lunghe traversate, raggiungendo distanze impensabili per un aereo convenzionale? I Giapponesi ci pensarono seriamente già nel 1927 con il ‘Progetto Se-Go’, che verteva sul lancio di manifestini propaganda sulla Manciuria. Poi si pensò anche ad una bomba da 30 kg, come logica estrapolazione del concetto. Si pensò persino a palloni che trasportavano un soldato con un pallone da 6-7 m di diametro e poi, in prossimità, si sganciava dal pallone principale e calava giù con uno più piccolo da 5 m. Vennero fatte anche prove reali, ma si pensò che erano meglio i paracadute.

La cosa restò senza esito fino a che, durante la battaglia di Guadalcanal, il col. Kusaha dell’Istituto di Ricerca Scientifico, ebbe l’idea di usare palloni esplosivi (con corde di pianoforte per legare le bombe) dal diametro di 4 m. L’idea era questa: il pilota americano vedeva il pallone, non il cavo, e nello speronarlo attivava la spoletta della bomba. Nel settembre del ’42 si prese la decisione di colpire gli USA con ogni mezzo; dopo l’attacco di Doolittle sul Giappone ogni tabù cadeva. Il concetto si richiamò all’idea dei palloni di Guadalcanal, che non vennero mai usati perché nel frattempo la battaglia era finita. A Sagami, nel locale Arsenale, vennero iniziati degli studi al riguardo delle correnti d’alta quota. Si pensava di usare i palloni sviluppati come ‘trappole aeree’ a Guadalcanal, anche perché i Giapponesi erano al corrente dei palloni britannici del programma segreto ‘Outward’. Erano capaci di volare per oltre 10 ore e sarebbe stato possibile lanciarli da un sommergibile (ad oltre 1.000 km dalle coste americane), per poi far attivare un timer che provocava la caduta di una bomba da 5 kg. Con i sommergibili I-351 era possibile lanciarne un gran numero con bombole di idrogeno. Ma i 200 palloni non vennero mai usati per questo scopo a seguito del cambiamento di priorità dato dalla guerra.

Ma c’era un altro modo per raggiungere gli Stati Uniti con i palloni: sfruttare le correnti aeree. Infatti furono proprio i giapponesi che scoprirono i ‘Jet stream’ quando negli anni ’20 il meteorologo Wasaburo Ooishi ne studiò l’esistenza e l’attività sul territorio nazionale. Queste correnti aeree erano fortissime: il 1 novembre 1944 un B-29 da ricognizione (F-13A) a 9.500 m si ritrovò a volare sulla terraferma a 110 kmh, 280 kmh in meno di quella indicata all’aria. E al ritorno vi furono casi di aerei arrivati a terra, viceversa, fino a 800 kmh. Era davvero un fenomeno incredibile, ma si dimostrò del tutto reale. Fino ad allora gli Americani credevano che la corrente ad alta quota arrivava solo fino a 50-100 kmh. Si sbagliavano, e i Giapponesi cercarono di capire come fare uso di queste vie aeree. Palloni di diametro di 9 m in seta gommata e ben presto nelle prove arrivarono a 8.000 km di percorso in 40 ore, cosa scoperta con trasmettitori radio portati dagli stessi palloni. C’erano molti problemi da risolvere, naturalmente: i materiali bellici giapponesi erano garantiti, dato il clima, per ‘soli’ -30 gradi, ma oltre i 10.000 m c’erano -50 gradi e quindi bisognava rimediare. Alla fine, il Primo ministro giapponese (il Gen Tojo) descrisse all’Imperatore il funzionamento dei palloni, poi messi sotto la guida dell’Esercito. Con appena 2 milioni di yen vennero previsti 10.000 palloni che erano fatti da scolaresche che incollavano 4 fogli di carta a strati (con un mastice derivato dalla radice di una pianta locale), e dopo un allestimento delle varie parti, il test per verificare se i palloni restavano gonfi almeno 24 ore, alla fine venivano forniti di una navicella speciale. Questa aveva: un anello di alluminio da 82 cm, decine di sacchetti di zavorra, 4 bombe incendiarie B da 5 kg e una HE da 15 kg al centro del cerchio; una batteria da 2,3 V e un sistema a capsule barometriche per il ristabilimento della quota. I lanci portavano i palloni, rilasciati da diversi siti sul territorio nazionale, a quote di 9-11.000 m e oltre, si riscaldavano di giorno con il Sole che espandeva il gas interno, e di notte calavano di quota (bisognava impedire che scendesse sotto il jet-stream), a questo servivano le 32 zavorre via via sganciate dal sistema, una sorta di computer primordiale. Il lancio venne ordinato il 25 ottobre e il primo pallone venne rilasciato nella mattina del 5 novembre. Dal 14 novembre gli Americani ritrovarono i resti dei palloni, che nel frattempo arrivavano fino sugli USA continentali, e dopo un tempo prefissato (3 giorni) sganciava il carico bellico e poi si autodistruggeva con un’apposita carica. Gli Americani tennero sotto silenzio quest’offensiva, anche se in alcuni casi c’era stato il coinvolgimento di civili rimaste vittime (un’intera famiglia, in particolare) di ordigni inesplosi ritrovati sul territorio. L’obiettivo principale, come anche dei primi bombardamenti fatti con idrovolanti (di sottomarini) E13, era incendiare le foreste occidentali, particolarmente vulnerabili. Ma non era molto facile, perché era inverno: vennero comunque lanciate migliaia di queste armi intercontinentali, 500 a novembre, 750 a dicembre, 1.300 a gennaio, 1.600 a febbraio.

Gli Americani non potevano tollerare quest’azione, sopratutto temevano che questi palloni potessero portare armi biologiche o chimiche. La 4th AF venne mobilitata, dopo avere languito senza quasi cambiamenti dopo il 1941. Vennero pianificati reti radar con centinaia di cannoni e caccia. Oramai gli Americani erano riusciti a recuperare dei palloni che non erano esplosi, e conoscevano le loro caratteristiche. Talvolta essi avevano anche delle vele per aumentare opportunamente la spinta. Il progetto ‘Sunset’ americano era costosissimo e venne ridimensionato, mentre i palloni, con la propaganda giapponese che descriveva la loro efficacia e la stampa americana che tacitamente ometteva di farne notizia, sembravano piuttosto inefficaci. Era difficile localizzare i palloni con i radar, ma vennero schierati posti d’osservazione, cannoni e numerosi caccia P-38 e P-63. Anche gli Hellcat ebbero modo, il 13 aprile, di abbattere 11 dei 13 palloni localizzati ad oltre 9.000 m. La campagna dei palloni Fu-Go era agli sgoccioli, data l’apparente inefficacia. Venne pensato anche un altro attacco con i sottomarini nel giugno del ’44, andato annullato per l’attacco americano nelle Marianne.

Si studiarono modelli migliorati, per arrivare negli USA occidentali d’estate, quando le foreste erano ben più secche. Ma allora le correnti salivano di quota ed era necessario pensare a palloni da 15 m con un tubo da 45 m che faceva da regolatore di pressione interna.

Uno dei pochi risultati dei circa 6.000 palloni usati fu l’interruzione della corrente elettrica per il progetto ‘Manhattan’, che venne ritardato di 3 giorni allorché tale interruzione di corrente mise fuori gioco l’impiano di Hanford, nello stato di Washington.

L’offensiva, tecnicamente valida, fu operativamente un fiasco, anche se gli Americani avevano speso molto di più per combattere la minaccia. Nel frattempo i bombardamenti aerei avevano distrutto anche i sistemi di generazione dell’idrogeno, per non dire della stessa popolazione civile. Ma questa campagna aerea intercontinentale, la prima del suo genere e forse rimasta anche l’unica nella Storia, fu tenuta segreta. Se i Giapponesi c’erano riusciti, i Sovietici avrebbero potuto eventualmente replicarla con anche maggior successo negli anni successivi. Del resto anche gli americani li usarono, stavolta come velivoli spia. Fu per questo che i Sovietici divennero molto interessanti agli IRST, perché i radar avevano difficoltà a vedere questi oggetti, uno dei quali era il treno di palloni Mogul o anche lo Skyhook, destinati a volare nella stratosfera.

Fonte: Wikibooks

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2 thoughts on “L’offensiva Fu-Go (1944)

  1. ilPrezzemolo ha detto:

    grazie per la segnalazione!

  2. Francesco ha detto:

    Interessante. Peccato che lo stato di Washington non abbia nulla a che vedere con Washington D.C., ma sia invece decisamente sulla West Coast, al confine con il Canada.

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