Radiotelescopio di Arecibo (1963)

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12 dicembre 2012 di BkS

Arecibo_Observatory_Aerial_View L’osservatorio di Arecibo è situato circa 15 km a sud-sudovest di Arecibo, nell’isola di Porto Rico ed è il più grande radiotelescopio ad antenna singola del mondo.

È costituito da una superficie sferica di circa 305 metri di diametro, appoggiata all’interno di una conca naturale. È formato da migliaia di pannelli di alluminio sostenuti da cavi e traforati per alleggerire il più possibile il peso della struttura. Anche se i pannelli sono traforati questo non inficia le proprietà riflettenti della struttura, dato che il radiotelescopio opera nella banda elettromagnetica radio.

1270566977-1Date le sue dimensioni, la struttura non è mobile e il puntamento dell’oggetto da studiare viene eseguito spostando il ricevitore del segnale, localizzato nel fuoco gregoriano della struttura sferica, a 150 metri al di sopra della conca. Il ricevitore è sostenuto da imponenti cavi tesi tra tre alte torri, a loro volta in tiraggio mediante cavi lunghi alcune centinaia di metri ad ancoraggi sulla roccia viva. Opera nella banda radioastronomica compresa tra le lunghezze d’onda di 3 cm e 1 m.

Esso viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio che la funzione LIDAR dell’osservatorio) e l’osservazione radar di oggetti del sistema solare.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel 1974 con il radiotelescopio venne trasmesso verso l’ammasso globulare M13 (distante circa 25.000 anni luce) il messaggio di Arecibo, un tentativo di comunicare con forme di vita extraterrestri. Si trattava di un modello a 1.679 bit di uni e zeri che definiscono un’immagine bitmap di 23×73 pixel la quale include numeri, figure stilizzate, formule chimiche e un’immagine stilizzata dello stesso telescopio.

Il radiotelescopio di Arecibo ha prodotto importanti scoperte scientifiche. Il 7 aprile 1964, poco dopo l’inaugurazione, il gruppo di Gordon H. Pettengill determinò che il periodo di rotazione di Mercurio non era di 88 giorni, come era stato previsto, ma di soli 59 giorni. Nel 1968, la scoperta di Lovelace e altri della periodicità della nebulosa del Granchio (33 ms) fornì la prima evidenza fondata dell’esistenza delle stelle di neutroni nell’Universo. Nel 1974 Hulse e arecibo_001Taylor scoprirono la prima pulsar binaria PSR B1913+16, per la quale verrà poi assegnato loro il premio Nobel per la fisica. Nel 1982 venne scoperta la prima millisecondpulsar, PSR J1937+21, da Don Backer, Shri Kulkarni e altri. Questo oggetto ruota su se stesso 642 volte al secondo ed è rimasto fino al 2005 la pulsar più veloce conosciuta. Nell’agosto del 1989 si ottenne la prima immagine diretta di un asteroide nella storia: il 4769 Castalia. Nell’anno seguente, l’astronomo polacco Aleksander Wolszczan scoprì la pulsar PSR B1257+12 in orbita alla quale vennero poi trovati tre pianeti (e una possibile cometa). Questi furono i primi pianeti extrasolari scoperti. Nel 1994, John Harmon utilizzò il radiotelescopio per mappare la distribuzione del ghiaccio nei poli di Mercurio.

Il telescopio ricevette ulteriori riconoscimenti internazionali nel 1999, quando cominciò a raccogliere dati per il progetto SETI@home.

L’antenna è stata utilizzata anche in diversi film.

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