Il Pianeta degli Uomini Spenti (1961)

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3 febbraio 2013 di Andacht

Seconda Space-Opera per Antonio Margheriti, commissionatagli in seguito al successo del suo film d’esordio “Spacemen” (1960) dove un’astronave impazzita minacciava la Terra. In questo suo secondo film “Il Pianeta degli Uomini Spenti” è un intero pianeta che si dirige in rotta di collisione verso di noi. Un pianeta “astronave” comandato e pilotato da un gigantesco computer programmato per la conquista della Terra. Gli alieni responsabili di questo piano e di un viaggio che ha richiesto decenni sono ormai estinti, ed il pianeta è ora deserto, fatta eccezione per il computer e migliaia di dischi volanti teleguidati. La gigantesca macchina, inconsapevole dell’estinzione dei suoi creatori, continua implacabile il progetto di conquista per portare a termine la sua missione. Vani sono gli sforzi di fermare la minaccia con i missili o le armi delle astronavi terrestri, e solo pochi uomini, capitananti da uno scienziato eccentrico ma illuminato, riusciranno a interrompere l’attacco e a salvare la Terra distruggendo il gigantesco calcolatore.

Antonio Margheriti ha sempre avuto un’enorme passione per i fumetti, ed in questo film si ispira a “Flash Gordon” di Alex Raymond per costruire alcune situazioni e personaggi: l’eccentrico Professor Benson (Claude Rains) appare molto simile al folle Professor Zarro, e simile è anche la struttura iniziale del racconto.

Per questo film, vennero messi a disposizione di Antonio dei finanziamenti superiori, cosa che gli consentì di scritturare un attore di fama internazionale, Claude Rains (Notorius, Casablanca, L’uomo Invisibile, Il Fantasma dell’Opera), che fornì un’interpretazione molto intensa, dando vita ad un personaggio curioso ed intrigante. Nel cast vi erano anche altri attori che diventarono famosi negli anni a seguire: Umberto Orsini, Renzo Palmer e Giuliano Gemma al suo primo film. Anche questo film di Margheriti ebbe successo, e mantenne i pregi di una notevole qualità tecnica attraverso gli anni, tanto che la Società di Produzione ne fece uscire una riedizione nel 1978, intitolandolo “Guerre Planetari” sulla scia dello straordinario successo e del filone rilanciato da “Guerre Stellari” di George Lucas.

Fonte: antoniomargheriti.com

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