Parabola d’oro (1955)

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8 febbraio 2014 di BkS

In Parabola d’oro De Seta passa dalla fotografia al montaggio e alla regia secondo un processo che non possiamo che approvar in un autore che vuole e può essere “autosufficiente”, che deve e può muoversi negli spazi della tecnica con assoluta capacità di coscienza nell’uso degli strumenti. È la “parabola del raccolto, dove si miete e si trebbia col mulo, col vento e col sudore” , con quel tanto di indulgenza che ti permette di cogliere momenti fotografici piuttosto usuali: le spighe al vento e, dal basso e dal’alto, i mietitori. Lo stesso si può dire per quel totale dall’alto che coglie il senso della pausa, all’ombra misera di qualche albero, in un paesaggio tutto inondato di sole accecante. Fonte: Gian Paolo Bernagozzi

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One thought on “Parabola d’oro (1955)

  1. glasmundo ha detto:

    Fantastico trovare degli appassionati di De Seta!

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