Palestina (1904)

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5 febbraio 2015 di Andacht

La Palestina restò sotto il dominio dei sultani mamelucchi d’Egitto fino alla conquista turca del 1517; dopo di allora, mentre in Egitto i mamelucchi, pur sottoposti alla sovranità di Istanbul, mantennero un notevole grado di autonomia, Siria, Libano e P. furono pienamente integrate nell’ambito dell’amministrazione ottomana. Questa si mostrò tollerante nei confronti delle numerose minoranze religiose presenti nell’area siro-palestinese: ebrei, cristiani delle diverse confessioni, drusi e musulmani non sunniti godettero complessivamente di un’ampia libertà di culto. A partire dal 18° sec., il ristagno economico, l’eccessiva pressione fiscale, le disfunzioni amministrative e militari provocarono un declino del potere imperiale, che si tradusse dapprima in una maggiore indipendenza dei governatori locali, poi in una crescente ingerenza delle potenze europee. Dopo la conquista di P. e Siria da parte di Muḥammad ‛Alī (1831), fu l’intervento di queste ultime a ristabilire l’autorità del sultano nel 1840; nei decenni successivi la sempre più ampia penetrazione europea, sul piano economico, politico e culturale, accentuò le contraddizioni interne all’impero, contribuendo a porre le premesse per la sua disgregazione.

Fonte: Treccani.it

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